Reportage di Pippo Zarrella per CavaReporter.it. Una domenica mattina trascorsa sull’arenile di Vietri sul Mare, porta della Costiera amalfitana d’estate, forse, probabilmente di una volta. Fiore all’occhiello di un ammalato in autunno. Una discarica a cielo aperto, oggi. Servizio di Pippo Zarrella, che definisce la domenica mattina trascorsa in spiaggia, una “passeggiata lungo il litorale-fogna di Vietri sul Mare”. Immagini guarda le foto
“Mare, mare qui non viene mai nessuno a trascinarmi via…”: questa frase della canzone di Enrico Ruggeri interpretata in maniera magistrale da Loredana Bertè rende perfettamente l’idea di chi, una domenica mattina, voglioso di assaporare l’aria frizzante e natalizia del primo week end di dicembre si reca ad ammirare la bellezza e la grandezza del “mare d’inverno”.
La voglia di esser portati via, di essere trascinati dalle onde del mare arrabbiato, accompagna l’intera passeggiata lungo il litorale-fogna della primo lembo di costa della Costiera amalfitana.
Era dalla fine di agosto che non mi recavo a Vietri sul Mare. Dopo che i lidi hanno stuprato la spiaggia sfruttando ogni minimo spazio per ombrelloni, lettini e sdraio, sono andati via lasciando il litorale di Vietri come una vera e propria fogna a cielo aperto.
Non più gabbiani, ma piccioni che si aggirano tra rottami di auto, pneumatici di ogni genere, ruote di biciclette, giocattoli per bambini, materiale di computer (per di più anche tossici), carcasse di animali sparse qua e la lungo la spiaggia, scarpe di ogni taglia e colore, per non contare le montagne di immondizia spicciola come bottiglie, assorbenti, preservativi: insomma c’è né di tutto per tutti i gusti.
Dal momento che le spiagge e il mare sono di proprietà del demanio pubblico io mio chiedo: per quale motivo il Comune non pulisce di tanto in tanto questi rifiuti?
Dal momento che le spiagge e il mare sono di proprietà del demanio pubblico io mio chiedo: per quale motivo il Comune non pulisce di tanto in tanto questi rifiuti?
Gli amministratori più “furbi” potranno dirmi: “Si, però è colpa del mare. E’ il mare che porta questo materiale”. La cosa più orribile è che non solo la spiaggia appare così “pulita”, ma anche la strada (per capirci dove c’è il campetto in cemento) ci troviamo davanti ad un vero e proprio deposito di rifiuti di ogni genere, in alcuni casi rendendo difficoltoso addirittura il passaggio lungo il viale.
E’ una vergogna. I Due fratelli piangono, ma nessuno raccoglie le loro lacrime.
“Il mare d’inverno è qualcosa che nessuno mai desidera!”: con questi presupposti, mi sa proprio di si.
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