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Mostra del Costume e di Maro Gorky: successo alla Badia

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Applausi e ammirazione: un vero successo di pubblico e di consensi, l'inaugurazione della XX mostra internazionale del costume e della pittrice Maro Gorky, che ritorna alla Badia di Cava de'Tirreni per festeggiare i 40 anni degli Sbandieratori Città De La Cava. Suggestiva e spettacolare l'esposizione nelle catacombe dell'Abbazia benedettina.
In esposizione, tra gli altri, i costumi di Vittorio Gassman in “L’armata Brancaleone”, Sean Connery ne “Il nome della rosa”, Graham Faulkner in “Fratello Sole, sorella Luna” (di F. Zeffirelli), Enrique Irazoqui ne “Il vangelo secondo Matteo” (di P. Pasolini).
Con gli Oscar del Costume a Cava de'Tirreni, dal 2 al 27 settembre 2009 le catacombe della Badia di Cava ospiteranno le più importanti creazioni dello spettacolo internazionale.
“La cosa più bella – dice padre Pino Muller in conferenza stampa nel giorno dell'inaugurazione di martedì 1 settembre -, è vedere non solo che gli ambienti dell’Abbazia siano stati rispettati, ma bensì valorizzati. Credo che attraverso questa mostra, l’Abbazia benedettina conferma il suo ruolo di “mecenate” della cultura. Di questo siamo contenti e siamo contenti di dare il nostro contributo, accogliendo queste manifestazioni che fanno bene al corpo e all’anima”.
Gennaro Mucciolo, vice presidente del Consiglio regionale, dopo i complimenti e gli apprezzamenti nei confronti della mostra e dell’organizzazione si è auto-deputato a farsi promotore di queste iniziative culturali, ed in particolare questa di Cava de’Tirreni, verso il presidente della Regione Bassolino, ammettendo che le istituzioni non le sostengono come dovrebbero esserlo. “Mi impegnerò - ripete – affinché questo evento possa ulteriormente crescere e soprattutto possa essere ulteriormente conosciuto. Ne parlerò anche con l’ente provinciale”.
Tecnico e ricco di particolari e sfumature l’intervento di Ada Patrizia Fiorillo, critico d’arte e professoressa all’Università degli Studi di Ferrara che ha anche affermato: “Mi sento di famiglia, io stessa ho partecipato a molte mostre, ma questa mi sembra particolarmente interessante”, per poi soffermarsi sul lavoro di Gorky, caratterizzato secondo il critico d’arte dalla forte identificazione di Maro nelle sue opere”.
“Fiorillo è stata perfetta, ha detto tutto – breve ed esilarante l’artista armeno-statunitense Maro Gorky, di “Paesaggi dell’anima” -. Io sono una pittrice – aggiunge dopo un breve silenzio della platea che attende le sue parole -, non riesco a parlare se non ho bevuto litri e litri di vino rosso”.
“Lavorare contemporaneamente con Maro Gorky ed Emilio Ortu Lieto, è un enorme piacere, mi sembra che abbia arricchito la nostra esperienza di vita e di bellezza – afferma il direttore artistico Sibylla Ulsamer -. È stato fantastico il modo degli Sbandieratori di allestire la mostra, che hanno messo insieme l’artigianalità e allo stesso tempo l’alta qualità. Io sono piena di ammirazione e di gratitudine perché la qualità, l’eleganza e la grandiosità della mostra è stata espressa, attraverso il lavoro. E questo a Cava. È fantastico”.
Una esperienza straordinaria per Emilio Ortu Lieto, allestitore della Mostra del costume, dovuta alla conoscenza di “questa associazione di Sbandieratori, persone di una umanità che io non ho quasi mai incontrato in vita mia, persone fuori dal tempo, positivamente, per le loro grandi doti di umanità e disponibilità, dimostrando inoltre di essere più bravi delle maestranze che lavorano nei teatri e nei cinema. Tutto questo, ritagliando lo spazio ai propri lavori, per quello che per loro è più di un hobby, un amore. Infine non avrei mai immaginato che questa Abbazia, che conoscevo solo nominalmente, potesse essere un tesoro di emozioni con una capacità di prestarsi a delle evocazioni scenografiche, e che mi ha permesso far capire il senso della mostra, che era quello di partire dagli spazi, non dai costumi".
“Innanzitutto voglio ricordare una persona – esordisce Felice Abate, presidente dell’associazione Sbandieratori Città de La Cava, li Quattro distretti –, il fondatore di questo gruppo, che è Luca Barba. Chi ha riscoperto la storia di Cava de’Tirreni, mettendo in moto tutto quanto, è questo vulcanico signore che “ci ha preso dalla strada, e ci ha indicato un percorso”. Nel ’78, quando Luca Barba è scomparso, io che ero uno dei più anziani all’epoca, iniziai il mio percorso. Un percorso fatto soprattutto girando il mondo con le bandiere. Ma questo, venti anni fa, non ci bastò più. Così abbiamo cominciato ad allargarci e cercare spazi vuoti in altri campi. Quegli spazi offerti dalla nostra volontà di fare e di creare – continua Abate che fa notare come la mostra del costume non nasce a caso, e che lo sbandieratore veste una foggia del 1500 -, li abbiamo trovati grazie a due persone. Una, Odette Nicoletti, costumista italiana, ci ha “praticamente vestiti”, creando per noi quella che è stata poi la nostra linea, l’abito di quel tempo, il costume “fatto” per noi. Poi strada facendo abbiano conosciuto un regista teatrale, Gennaro Magliulo, che purtroppo non c’è più”.
Dopo tanti "no" a quella idea che poi si rivelerà giusta e di successo, arrivando oggi alla ventesima edizione, la chiave di volta per metterla in atto - racconta il presidente - fu di fare una mostra di costumi di livello nazionale, che coinvolgesse tutti i costumisti italiani. "Dopo la prima edizione del 1991 con i costumisti italiani - continua Abate -, la nostra mostra ha fatto il giro d'Europa: Francia, Inghilterra e Germania. Cava de’Tirreni e l’Abbazia benedettina hanno visto in questi anni i più grandi costumisti del continente. Fino agli anni novanta, nessuno aveva mai pensato di fare questo tipo di mostra: gli inglesi ci dissero “che avevamo portato gli Oscar del costume”, vere e proprie opere d’arte, curate da chi non è un attore, un’attrice, un regista, ma da chi sta sempre dietro la bottega, nel lato buio, fuori dalle luci del palcoscenico: i costumisti”.
Per la cronaca bisogna annotare che la manifestazione, nonostante la sua importanza storico-culturale, nata a Cava de'Tirreni, da cavesi, in questa edizione, non ha il patrocinio del Comune della città, e nemmeno ha visto la presenza del sindaco, nè di un suo rappresentante, nè di un assessore. Una circostanza che, al di là di tutti i motivi che possono aver prodotto questa assenza, ingiustificata, non fa bene alla città.
altri particolari sulla doppia mostra
01/09/09 commenti (0)

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