«Si liquida la Metellia per fare spazio a terzi. A qualche avvoltoio già presente attivo, e in agguato in città che si sta già mobilitando, atteggiandosi già da padrone del territorio, che sta sguinzagliando qualche parcheggiatore abusivo per cominciare a saggiare il terreno».
Questo uno dei tre motivi, «quello più inquietante», della volontà dell’amministrazione Galdi di mettere in liquidazione la Metellia servizi. A sostenerlo è l’ex sindaco Luigi Gravagnuolo, oggi consigliere comunale di opposizione che in una conferenza stampa tenuta questa mattina nella stanza de gruppi di minoranza al Comune, ha spiegato davanti ad una pila di documenti, e soprattutto, secondo quelle sue carte, smontato le motivazioni del sindaco Galdi di voler procede alla liquidazione della Metellia servizi srl, società a capitale pubblico con partecipazione del Comune, multi servizi che gestisce principalmente le aree di sosta a pagamento, e quindi le strisce blu, in città.
Dopo aver contraddetto punto per punto le motivazioni dell’attuale amministrazione comunale che sosterrebbero la liquidazione della società municipalizzata, Gravagnuolo, in base alla sua «arringa», ha spiegato come non ci sia nessun motivo per procedere alla liquidazione del 22 giugno. Intanto l’ex sindaco ha ottenuto di discuterne in consiglio comunale, convocato appositamente il giorno prima, per il 21 giugno.
«Allora perché vogliono fare la liquidazione della società? A mio parere – si domanda e afferma Gravagnuolo - i veri obiettivi sono tre».
Il primo è di natura politica: «alzare una cortina fumogena per denigrare moralmente, politicamente ed amministrativamente, me e i miei collaboratori del triennio precedente. Fine esclusivamente politico».
«Il secondo l’ha dichiarato il sindaco - continua Gravagnuolo – ed è gravissimo, perché ha detto: “noi punteremo a salvaguardare il personale nei limiti del possibile, e a noi non risulta che potremo salvaguardare coloro che hanno vinto il concorso recentemente”. Il fine è quello di provvedere ad un licenziamento ritorsivo – aggiunge Gravagnuolo -, nei confronti di ragazzi che hanno avuto il torto di partecipare e di vincere un concorso (che a me dal punto di vista politico ed elettorale mi ha arrecato più danno, con 1991 su 2000 concorrenti che non hanno superato le prove, quindi 1991 contro di me, su 35mila elettori). Una società in continuità di gestione non poteva licenziare senza giusta causa persone che stanno lavorando, e bene. Quindi se si procede per questo è per fare una ritorsione nei confronti di questi ragazzi. Per un verso si fanno gesti nobili: “Costituiamo il fondo di solidarietà …”, per altri si licenziano a fini ritorsivi, e per aprire a mio avviso, a nuove assunzioni su base clientelare».
«Il terzo obiettivo vero è di fare spazio a terzi. A qualche avvoltoio che a mio parere è già presente attivo, e in agguato in città. Si sta già mobilitando. Si atteggia già da padrone del territorio. Già sta sguinzagliando qualche parcheggiatore abusivo per cominciare a saggiare il terreno. È questa la parte più inquietante di queste scelte che vengono adottate, che io, ancorché da solo, per Cava, come dice il nome del mio gruppo (consiliare, ndr) contrasterò con tutte le mie forze. E se c’è un deficit, nell’opinione di chi mi accusa, di motivazione del parcheggio di via Schreiber, io sto studiando analiticamente, se ci sia una congruità di motivazioni per procedere alla liquidazione. E siccome la società è un bene patrimoniale della città, non di un signore, o di un insieme di signori, provocare un danno patrimoniale ad essa, se è fatto senza giusta motivazione, comporta delle responsabilità».
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